Phlogs (cap. II)
Pioveva.
Guardandosi attorno, Phlogs si accorse di essere in una radura, dalla quale si diramavano due viali alberati.
Autunno. Le foglie di mille colori tremavano esitanti nel vento leggero. Il cielo grigio piangeva qualche rara lacrima. E Phlogs era abbracciato ad una ragazza.
Lei aveva la testa appoggiata al suo petto, singhiozzante. Piangeva.
Phlogs si sentì profondamente commosso, ma era una tristezza lontana dalla pietà: ciò che faceva piangere la ragazza affliggeva anche lui, nel profondo. Non sapeva di cosa si trattasse, né si ricordava chi fosse lei, ma aveva l’impressione di conoscerla da molto tempo.
D’un tratto, lei staccò il volto piangente da Phlogs, guardandolo dritto negli occhi. In quel momento una frase attaversò la sua mente e, senza pensarci, la pronunciò:
- Tu non hai mai pianto.
Lei smise di singhiozzare. Passò qualche istante, i loro sguardi non si staccavano ancora: in quegli occhi leggeva ora una grande serenità. Si accorse che si stavano avvicinando, ed il suo riflesso diventava sempre più vivido e definito in quei caldi mondi color nocciola. Le labbra di Phlogs tremarono mentre le mani di lei raggiungevano le sue, stringendole forte. Un attimo prima del contatto, gli occhi di lei si chiusero, e lo stesso fecero quelli di Phlogs.
Il mondo attorno a loro esplose, in attimo. Phlogs riaprì gli occhi, e vide che l’autunno era diventato un lontano ricordo, mentre l’estate fioriva tutt’attorno: da quel bacio era scaturito un forte bagliore che avvolse ogni cosa, facendo sparire in pochi secondi tutto in un bianco indistinto, per ultimo il volto di lei.
Phlogs si svegliò.
Era stato soltanto un sogno.
Di fronte a lui ancora quella maschera di Arlecchino appesa al muro, ed il monotono sgocciolìo alle sue spalle.
La viscida corda che puzzava di mare. La sedia.
Chi era quella ragazza?
Pubblicato il 2 gennaio 2010. © 2011 Andrea Vida. All rights reserved.
