Partita a poker
La sfida più difficile, la scommessa più ardua della mia vita. Non ho intenzione di passare, ho già puntato troppo sull’esito di questa mano. La difficoltà non sta nella fortuna, nella giusta combinazione di carte, no. In questa partita non conta tutto ciò. E’ il mio avversario la difficoltà, il più abile che io abbia mai affrontato finora. E’ scaltro, un maestro del bluff, ed in più ha un vantaggio: mi conosce benissimo. Sa dove colpire, come e quando. Non appena ne ha l’occasione non si fa scrupoli.
Ma anche lui ha un punto debole, devo solo cercare di farci attenzione, e non è semplice. Si tratta di quel pizzico di autolesionismo misto ad una coscienza autopunitiva – dati da una profonda moralità, certo – che non lo abbandona mai, rendendo le sue mosse prevedibili. Non c’è dubbio, è il più difficile avversario che io abbia mai affrontato, che mai affronterò forse…
…sono io.
