Notturno senza luna
Notturno senza luna
è la mente che ti rinfaccia
che sei troppo giovane per morire
ma troppo deluso per amare.
Quando una stella cade,
nella pece della notte,
non fa nessun rumore
e il suo rapido precipitare
riporta alla memoria un ricordo
una primavera consumata in fretta
un’estate prematura
destinata a far marcire col suo calore
il più fervido ed eterno degli intenti.
Quando le stelle congiurano contro la notte
e si tuffano a sciami nel cielo
sempre silenziose
sempre rapide, nella loro brillante agonia
sembrano far piangere l’Oscurità,
quasi quella onnipotente dea
-che tante coscienze piega-
si commuova alle lacrime
che mi rigano il volto.
Solo in quel momento
da Est
sgorga il sangue di Costei
che per por fine al buio
si squarcia il fianco, e
d’improvviso
immensi fiumi purpurei l’attraversano
andando a stemperare la nera pece della notte
fino a far fuggire via anche le stelle
inorridite.
E’ l’Alba,
l’Oscurità cade
lasciando dietro se il vuoto
amaro e bianco
che tutto ferma, è pace
d’un tratto consapevole.
Perché lei sta arrivando.
L’Aurora.
Pubblicato il 8 novembre 2009. © 2011 Andrea Vida. All rights reserved.
