L’Arte della Lontananza
Il dubbio m’attanaglia, ma Amore i suoi dadi tratti li ha già…
Estate e inverno mai furon così vicini nell’animo mio, mentre autunno e primavera si alternano rapidi, acqua e fuoco nel mio petto, al ripetersi del suo nome…
Ti…amo.
Il silenzio è insopportabile dopo il tuo riso…
e ora risuona nella mia testa come la tua dolce voce.
E nulla è più interessante,
se non queste lontane parole,
lontane dal porto verso il quale,
forse inattese, sono dirette.
Con le vele lacere, su questo miser legno,
va il mio inconscio, nell’orecchio il tuo riso
nel cuore l’attesa.
E se ogni parola dovesse essere l’ultima, ogni respiro un epilogo, dal cuore giunge solo una risposta:
Ti Amo. Ma altro tempo mi è concesso, altri momenti di Silenzio. Attesa. Ricordo.
E una matita, che scorre su un foglio troppo piccolo.
D’augelletti il volo scorgo,
le lor voci riempion l’aere,
già ricco di effluvi mielati,
del mio cor nella primavera.
Dagli occhi tu vieni,
o tempesta dell’animo mio,
castane cascate copron il tuo riso,
profondi specchi gli occhi tuoi,
in cui vedersi assediati e sconfitti
sotto i dolci colpi di Amore.
Ora la distanza si è esaurita, e l’arte sua lentamente abbandona queste membra…
Che i suoi frutti possano trovare la bella stagione di questo cuore in tumulto, scacciando i dubbi e i timori di un altro inverno in Attesa. Che finalmente venga l’estate, franco riparo di un naufrago inconscio, e d’uno spirito viandante.
Solo un suo “sì”.
Pubblicato il 11 agosto 2007. © 2011 Andrea Vida. All rights reserved.
