Caduta Libera
Vuoto d’aria, con un salto di quota
lo stomaco sale, il mondo è una ruota
che gira, iraconda, come indemoniata
quasi la fine già fosse arrivata.
Sotto la palpebra l’iride ruota
la mente stalla, diventa più vuota
il ventre balla, la voce tremolata
parla a me stesso, così spaventata…
<<…non posso restare ancora da solo
rischio ormai tutto, già spesso è tornata
se capita ancora capace che muoio:
neanche vent’anni già immerso nel suolo,
belle esequie, ma una vita sprecata…>>
e avanti così finché non fa buio.
Così mai resto solo e solitudine sento,
ma non è ancora tempo di staccarsi dal molo:
devo tròvare il vento per rimettermi in volo.
Pubblicato il 20 luglio 2010. © 2011 Andrea Vida. All rights reserved.
